Inaugurazione-Vernissage con l’artista e con Luciana Favignano, madrina dell’evento
Il ricco programma degli eventi autunnali del 70° anniversario del Villaggio INA a Cesate continua (dopo il precedente appuntamento di martedì 29 settembre IL CANTICO DELL’UMILTÀ, VITA DI SAN FRANCESCO di e con Giulio Busi) con la mostra RETROSPETTIVA ANTOLOGICA delle opere di Alessandro Nastasio, preceduta dal vernissage e dalla presentazione dell’artista, con l’eccezionale presenza di Luciana Savignano(*), musa e ispiratrice dell’artista, in veste di madrina ufficiale dell’evento.
(*) vedi Biografia sotto.
Sabato 3 ottobre ore 18.00 – Salone Incontri Oratorio “San Francesco”
Inaugurazione e incontro con l’artista Alessandro Nastasio,
Vernissage con l’eccezionale presenza dell’etoile della danza Luciana Savignano (*), madrina dell’evento.
Da domenica 4 ottobre fino a domenica 11 ottobre – Salone Incontri Oratorio “San Francesco” apertura alle visite della mostra
RETROSPETTIVA ANTOLOGICA DI ALESSANDRO NASTASIO
Orari: 16.30 – 19.00 nei giorni feriali
domenica anche: 9.30 – 12.30

Pittore, scultore, grafico, xilografo, mosaicista e cesellatore, Nastasio ha esposto le sue opere in prestigiosi musei di tutto il mondo. Ha realizzato le xilografie che corredano la Chiesa di San Francesco del Villaggio INA negli anni ‘60, operando una forte rottura con la tradizione iconografica classica.
Opere esposte al pubblico:
16 acquetinte tirate su torchio da Giorgio Upilio (Edizioni d’arte Upilio – Milano)
Illustrazioni incorniciate “Cantico dei Cantici”
12 litografie originali di Alessandro Nastasio, poesie ed apparati filologici di Gabriel Mendel –stampatore Il Teschio di Porta Romana 1992 (Istanbul, appunti di viaggio)
Alcuni bronzi, pezzi unici ottenuti con il sistema artigianale della cera persa.
Olii su tela:
Edipo e la Sfinge
Omaggio al Filosofo
Navigare intorno all’Isola
Sirena dalla coda Rossa
Si ride e si piange (scultura)

ALESSANDRO NASTASIO BIOGRAFIA
Nasce a Milano nel 1934. Nel 1947 il pittore albanese Hibraim Kodra ne intuisce le native disposizioni per l’espressione figurativa e lo avvia nella ricerca del proprio originale percorso artistico. Dopo aver già conseguito promettenti risultati per la felice scioltezza del suo segno espressivo, nel 1952 segue la “scuola libera del nudo”, tenuta da Aldo Salvatori. Nel 1966-67 otterrà la cattedra all’Accademia di Belle Arti di Brera e per trent’anni si dedicherà all’insegnamento di Educazione Artistica in diversi istituti scolastici.
Nel 1960 frequenta l’Atelier di Giorgio Upilio dove lavorano Giacometti, Lam, Fontana, De Chirico, di cui ha modo di studiare le tematiche, i miti ispiratori e il linguaggio tecnico espressivo. Affina le istintive capacità manuali, che metterà sempre generosamente al servizio del suo mondo artistico, prima presso la fonderia MAF con il maestro Tullio Figini che gli spiega i segreti della fusione rinascimentale a cera persa e incontra i maestri Crocetti, Manfrini, Manzu’, Minguzzi, Fabbri, spostandosi poi a Quinto de Stampi alla fonderia De Andreis dove operano Marino Marini, Pomodoro, Rudy Wach, Strebelle, Negri e Rosental.
Assiduo lettore dei grandi testi sapienzali dell’antichità, si e’ formato in particolare sulla Bibbia di cui ha illustrato con xilografie, acquetinte, acqueforti e linoleografie, soprattutto il Cantico dei Cantici, il libro del Qoelet e diverse pagine dei Vangeli, ma ha attinto la sua ispirazione anche alla tradizione filosofico-religiosa del mondo orientale attraverso la lettura di Rig-Veda, Upanisad e il Matnavi di Rumi. Assiduo e appassionato ricercatore delle strutture invisibili che danno coesione e significato a tutta la dimensione fenomelogica dell’esistere, si è mosso costantemente sulle tracce della sacralità e del mistero segreto delle cose, degli archetipi che rappresentano le leggi del divenire, delle essenze e dei principi che dalle pagine delle fiabe, dei miti, e dell’epica ha cercato di trasporre in immagini sempre avvolte da un grande alone fiabesco e intrise di straordinario fascino evocativo e allusivo. Per questo i suoi soggetti sono spesso calati in dimensioni atemporali mediante soluzioni eteree che talora creano un contesto squisitamente esoterico. Non trascura peraltro il rapporto tra l’espressione della bellezza in relazione all’oggetto utile per cui ama inventare soluzioni decorative con uno spirito ludico particolarmente geniale, e al tempo stesso si impegna nel realizzare grandi opere, sia pittoriche che plastiche in collaborazione con architetti famosi quali: Figini e Pollini, De Carli, Gardella, Faranda, Selleri, Ponti. Le sue opere si impongono presto all’attenzione di diversi mercanti d’arte: prima Max G. Bollag di Zurigo e Paul Marmaridis di Atene e successivamente Georges Zeenny di Beiruth acquistano le sue opere e lo inseriscono fra i grandi maestri dell’Arte contemporanea. La Phillys Lucas di New York lo propone come grafico e gli fa conoscere Salvador Dali’. Ha esposto in numerose personali in Italia e all’estero ricordiamo le ultime: nel 2013, Incontri e suggestioni verdiane (1813-1913), Spazio Oberdan, Milano e Trezzo sull’Adda; Antologica di bronzi e dipinti presentati da Laura Bosio, Comune di Pessano con Bornago; nel 2014 Portale Bronzeo “Porta Fidei”, SS. Martiri Nazaro e Celso, presentazione di Renzo Sala.
Espone le sue sculture da Ada Zunino e Rinaldo Rotta.
Vive e lavora a Milano nell’Atelier in via Eustachi, 22.

(*) LUCIANA SAVIGNANO BIOGRAFIA
Nasce il 30 novembre 1943 a Milano.
Ètoile del Teatro alla Scala di Milano e del Ballet du XXe siècle di Maurice Béjart, applaudita dalla critica internazionale, la principale preparazione alla Danza di Luciana Savignano arriva frequentando la Scuola di Ballo della Scala di Milano nella quale si diploma; in seguito aggiunge anche un periodo di perfezionamento al prestigioso Teatro Bol’šoj di Mosca.
Nonostante una formazione assolutamente classico-accademica, sin dagli esordi si distingue per le sue particolarità e si rivela inimitata ed inimitabile in un percorso artistico assolutamente personale. Il viso affascinante ed enigmatico dai tratti orientaleggianti, il corpo sensuale e flessuoso dalle lunghe linee, ispirano celebri coreografi.
Nel 1968 Mario Pistoni la sceglie come ballerina solista per il Mandarino Meraviglioso con il quale si fa notare nel mondo della danza.
Nel 1972 diventa prima ballerina alla Scala e Maurice Béjart (in seguito suo grande estimatore) la invita a lavorare nella sua compagnia dove interpreta la Nona Sinfonia.
Bejart si innamora artisticamente di questa grande ballerina, quindi crea per Luciana “Leda e il Cigno” e “Ce que l’amour me dit” con Jorge Donn. Interpreta inoltre “Romeo e Giulietta”, “Buaki, “Bolero” (che la porta al grande successo in tutto il mondo), “Il Lago dei Cigni”, “La Bisbetica Domata” e “Cinderella”.
Nel 1994 Maurice Béjart la fa danzare ne “La Voce” tratta da La Voix Humaine di J. Cocteau. Nello stesso anno diviene ballerina negli spettacoli “A la memoire” (Mahler), “Carmina Burana” (Orff) e in “Orfeo” (Stravinsky).
(tratto da www.danzadance.com/luciana_savignano/)
